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"Vinum laetificat cor
hominis"
Il vino rallegra il cuore
dell'uomo
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Calici da degustazione per
vini pregiati realizzati da Scherzer 1880.
Appropriati contenitori,
perfetti recipienti in cristallo raccomandati da enologi per la loro
particolare forma,
adatti a gustare ed
esaltare ogni tipo di vino. |
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L'esame visivo:
L'occhio nel bicchiere
Per un corretto esame
visivo occorre che il bicchiere, oltre che lavato e poi avvinato,
sia:
- in cristallo
- incolore
- non lavorato
Durante l'esame visivo
il bicchiere deve essere ruotato in modo che il vino contenuto
possa adagiarsi sulle pareti e scivolare verso il fondo
permettendoci di osservarne il corpo e la struttura e capire così,
per esempio la sua ricchezza in alcool e zuccheri. E'
importante, inoltre, che i bicchieri siano riempiti tutti al
medesimo livello.
Attraverso l'occhio si
può analizzare il colore e la sua intensità. Per evitare abbagli,
questo tipo di esame deve essere fatto su un piano bianco
(splendente) in modo che il colore possa essere definito in modo
oggettivo.
Durante l'esame visivo
il bicchiere, anzi, il suo contenuto deve essere ruotato e
osservato controluce, in favore di luce e da ogni possibile
angolazione. Ovviamente le luci devono essere nette. Il neon non
crea alcun problema. I problemi, invece, possono venire da
lampadari con campane colorate o, peggio, lampadine colorate. |
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L'esame olfattivo:
il naso nel bicchiere
La regola è semplice:
ogni vino ha il suo bicchiere ma in tutti dobbiamo infilarci il
naso. Il naso è la nostra sonda, il nostro analizzatore
principe, lo strumento che ci permette di penetrare le essenze che
compongono il bouquet del vino che si sta annusando.
Con il suo profumo, una donna o un uomo possono farci innamorare,
lo stesso accade con il vino. Occorre quindi saper annusare. Ecco
allora l’importanza di non assuefarsi ai profumi: quando si
introduce il naso nel bicchiere non si deve tenerlo a contatto con
gli effluvi troppo a lungo, ma occorre staccarsene spesso per poi
avvicinarsi una seconda e una terza volta. Nel caso la
degustazione duri troppo a lungo e possibile inframmezzare le
singole prove odorando un bicchiere di acqua fresca; questo libera
il naso e “rinfresca” il nostro odorato. Un naso pulito, fresco,
attento permette di analizzare ciò che si sente e confrontarlo con
altri profumi che la nostra memoria ha registrato e catalogato.
Già perché nella degustazione la memoria dei profumi è importante;
quando l’aroma di un vino sale nelle narici noi dobbiamo
compararlo con profumi già noti per identificarlo, catalogarlo,
etichettarlo.
Ovviamente questo tipo di analisi è particolarmente difficile ed è
fondamentale, come già detto, che qualcuno ci guidi attraverso
questo sentiero aromatico: sicuramente il più delle volte se
nessuno ci fa notare che quel certo vino ha un sentore, per
esempio, di pesca, sicuramente non potremmo accorgercene.
Perché un esame
olfattivo sia corretto si deve:
- allenare la memoria a ricordare i profumi sentiti nelle cantine,
nelle vigne, in ogni luogo che si frequenta
- non fumare
- non avere addosso profumi particolari
- non lavarsi le mani con saponi profumati
- non bere caffè
- degustare lontano da luoghi particolarmente odorosi.
È molto importante ricordare che saper “annusare” ci permette, per
esempio, di capire, ancor
prima dell’esame gustativo, la qualità di un vino. Se ha difetti
potremo rifiutarlo senza doverci
guastare il palato. E non è poco. |
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L’esame gustativo
Il palato nel bicchiere
L’assaggio è il momento culminate della
degustazione: dopo che l’occhio ci ha incuriosito e il naso
titillato, la lingua ci soddisfa.
Il palato ci permette di capire se ciò che abbiamo immaginato
corrisponde alla realtà. Con l’esame gustativo cogliamo la
completezza della struttura del vino, la sua complessità, se è
acido o amaro, caldo o sapido. Per (de)gustarlo veramente il vino
deve essere palpeggiato, deve essere fatto viaggiare nella bocca,
facendo in modo che ogni parte della nostra lingua, che ha delle
aree ben distinte deputate all’individuazione dei singoli sapori,
possa entrare in contatto con il vino e possa analizzarne i
componenti.
Perché l'esame gustativo sia corretto si deve:
- non mangiare prima, e durante, la degustazione
- degustare e confrontare vini che abbiano tutti la medesima
temperatura
- scegliere una posizione comoda che permetta di essere seduti e
rilassati
- non degustare troppi campioni alla volta e mai troppi in
generale.
Degustare nel nostro caso non è altro che una strada per trovare
il vino che più ci aggrada tra le tante tipologie proposte dal
mercato. Il gusto è sì oggettivo ma è anche soggettivo e
l’abitudine a degustare è l’abitudine a scegliere.
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